Luigi Tamini (1814-1897) Il benefattore ritrovato

Sala Conferenze Antica Latteria Sabato 12 aprile 2025, ore 17
Il fortuito ritrovamento nell’estate 2023 di un busto-ritratto marmoreo in due frammenti, riconosciuto come appartenente al benefattore Luigi Tamini, che nel 1874 donò al Comune di Mergozzo il palazzo di famiglia, oggi sede del Mu.Me. Museo Archeologico Mergozzo, ha condotto il Comune, di concerto con il Gruppo Archeologico e la direzione del Museo, a intraprenderne il recupero, per il quale si ringraziano per la sollecita partecipazione Filipe Giavina e Patricia Orem, seguito dal restauro con il contributo di Fondazione Comunitaria VCO, a cura di Katia Zanetti sotto la direzione della Soprintendenza ABAP territoriale, e quindi alla valorizzazione “riportando” il benefattore nella sua casa di famiglia con la collocazione al piano terreno nella saletta d’ingresso del Museo Archeologico.

Sabato 12 aprile alle ore 17 si terrà dunque un evento di presentazione del restauro e inaugurazione del busto nella sua nuova collocazione.

Il programma prevede un momento introduttivo presso la Sala conferenze Antica Latteria con interventi di: Francesco Rossi, ricercatore storico, Profilo biografico di Luigi Tamini tra l’Argentina e Mergozzo; Gian Vittorio Moro, ricercatore storico, Il ritrovamento del busto e la Villa Tamini; Katia Zanetti, restauratrice, L’intervento di restauro.

A seguire verrà proposta la visita all’opera nella sua collocazione presso Palazzo Tamini/Mu.Me.

Note sul ritrovamento

Il ritratto marmoreo fu ritrovato nell’estate 2023 in due frammenti, corrispondenti alla testa, riutilizzata come pietra da muro in una proprietà poco distante dal riale Quartina, e al busto, giacente nel parco della grande villa, detta “Il Villone”, già appartenuta alla famiglia Oliva, quindi dal 1919 sede della Croce Rossa Italiana e infine delle Scuole di Mergozzo. Per il ritrovamento e la pronta consegna della testa si ringraziano Felipe Giavina e Patricia Orem.

            La scoperta, nell’archivio parrocchiale, di una fotografia degli anni 1930 raffigurante un busto posto davanti alla scomparsa villa Tamini-Uriburu e identificato sul retro come quello di Luigi Tamini, ha permesso di riconoscere il personaggio raffigurato. Non si conoscono tempi e modalità del ricovero del busto presso la ex sede della Croce Rossa, mentre si può supporre che la testa, in  tempi imprecisati, sia stata trascinata da una piena del riale Quartina fino al luogo dove è stata rinvenuta.

            In zona adiacente al “Villone” era infatti stata costruita da Luigi Tamini a fine Ottocento una villa, detta Tamini-Uriburu a seguito del matrimonio tra Ernestina, figlia di Luigi, e l’argentino Sergio Garcia Uriburu. Di questa villa si conoscono alcune immagini degli anni Trenta del Novecento. Ernestina, durante i suoi soggiorni a Mergozzo, abitò la villa ed eseguì numerosi lavori all’interno della vasta tenuta che arrivava quasi al lago. Prima del 1937 terreno e Villa Tamini furono acquisiti dalla CRI, che già era proprietaria del vicino “Villone” e che, in epoca imprecisata, demolì l’edificio.

Note sul personaggio: Luigi (Luis) Tamini

Figlio di Baldassare detto “vescovo”, titolare di una cava sul Montorfano, e di Giuseppa Allemanini, di famiglia benestante di Bracchio, giunse nel 1830, all’età di 16 anni, in Argentina. Qui, ospite di parenti materni, iniziò a lavorare come apprendista nella “Droguería de la Estrella” a Buenos Aires, la prima farmacia argentina, fondata nel 1834, di cui era all’epoca proprietario un biochimico e farmacista italiano, Paolo Ferrari. Luigi nel frattempo studiò e nel 1838 si laureò in medicina. La sua tesi, dal titolo “Dissertazione sulla sifilide o malattie sifilitiche”, era dedicata alla malattia assai presente tra l’esercito argentino. Nello stesso anno si trasferì a Cordoba, dove, su richiesta del Tribunale medico argentino, esercitò la professione di dottore. In città, dal 1843 al 1857, ricoprì la carica di protomedico.

            In Argentina Luigi si sposò con Francesca Sandri e dal matrimonio nacquero dieci figli, tra i quali la già citata Ernestina, che era l’ultimogenita, nata nel 1865.

            Nel 1857 da Cordoba si spostò ancora più a ovest, verso il confine con il Cile, nella città di San Juan, dove operò come medico all’ospedale, come medico di polizia e, dal 1862, come chirurgo dell’Esercito provinciale. Nel 1868 a Buenos Aires gli fu assegnata la cattedra di Nosografia Medica alla Facoltà di Medicina. Il suo impegno sul campo, la sua posizione accademica e la notorietà acquisita negli anni, lo portarono nel 1873 a entrare nel Consiglio dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires e per sedici anni, dal 1873 al 1874 e dal 1882 al 1897, a ricoprire il ruolo di direttore della Banca d’Italia e del Río de la Plata. All’Università ottenne la cattedra di Patologia Interna e dal 1865 entrò a far parte dell’Ordine dei Medici di Buenos Aires.

            La sua intensa attività in Argentina non gli impedì di mantenere anche legami con la natia Mergozzo, dove tornò più volte e costruì la citata villa su un terreno di famiglia. Nel 1874 inoltre donò al Municipio la casa paterna, oggi sede del Civico Museo Archeologico. Nel 1881, su proposta del Comune di Mergozzo, fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia. In segno di ringraziamento, elargì la somma di 100 lire a favore dell’asilo infantile di Mergozzo, di cui era anche azionista perpetuo, sostenne economicamente la Società Operaia di Mutuo Soccorso e fu consigliere comunale dal 1886 al 1889, prodigandosi per la realizzazione del piazzale adiacente al cimitero. A Mergozzo, nella sua villa, Luigi Tamini morì il 14 giugno 1897, all’età di 83 anni.

            Nel 1910 a Buenos Aires è stato inaugurato e intitolato al “dottor Luis Tamini” il padiglione dell’Ospedale Pediatrico. Mentre presso l’Archivio Generale della Nazione argentina è conservato un Fondo a suo nome, contenente 600 documenti, relativi al periodo che va dal 1830 al 1880. Infine, una via della città argentina di Cordoba porta il suo nome.